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A San Siro 'GLORIE' Milan e Real Madrid in campo contro SLA

(06/09/2009) Il prossimo 7 settembre alle ore 20.45 lo stadio di San Siro sarà palcoscenico di una prestigiosa amichevole dalle sfumature storiche: Milan Glorie - la squadra costituita da Fondazione Milan con lo scopo di potenziare le proprie iniziative di raccolta fondi - scenderà in campo contro il Real Madrid Veteranos per disputare il ''Trofeo Telecom Italia per la lotta alla SLA''. Lo comunica una nota che spiega come la serata sarà costellata da grandi nomi che hanno fatto la storia del calcio in Italia, in Spagna e nel mondo.

Per Milan Glorie saranno presenti Carlo Ancelotti, Roberto Baggio, Franco Baresi, Zvonimir Boban, Angelo Carbone, Angelo Colombo, Alessandro Costacurta, Roberto Donadoni, Stefano Eranio, Alberigo Evani, Diego Fuser, Filippo Galli, Giovanni Galli, Maurizio Ganz, Gigi Lentini, Leonardo, Graziano Mannari, Roberto Mussi, Stefano Nava, Sebastiano Rossi, Arrigo Sacchi, Marco Simone, Giovanni Stroppa, Mauro Tassotti, Marco Van Basten, Pietro Paolo Virdis, George Weah. Il Real Madrid Veteranos schiererà invece Alfonso, Amavisca, Buyo, De Las Heras, Esnaider, Gallego, Geni, Ivan, Juanma, Julio Llorente, Karanka, Koke Contreras, Mesas, Morales, Ramis, Sabido, Sanchis, Velasco, Victor.

Il ricavato della manifestazione sara' devoluto alla Fondazione Stefano Borgonovo, per contribuire alla ricerca sulle cellule staminali del cervello finalizzata alla cura delle malattie neurodegenerative e all'Associazione Viva la Vita Onlus, per il potenziamento del Centro per la SLA presso l'Ospedale Maggiore della Carità di Novara.

Articolo tratto dal sito "Libero-NEWS.it"

 
     
 
 
     
  Il ritorno in maglia viola, per una notte, di un grande campione: «Immensa emozione sotto la curva»

(08/10/2008) C’è voluto Stefano Borgonovo per farlo tornare a Firenze. «Avrei preferito sicuramente un’altra occasione, ma sono felice perché sarò accanto a Stefano emi emozionerò nel rivedere la mia Curva Fiesole... ». Sono le 17 di un pomeriggio poco autunnale e molto estivo. Roberto Baggio è allegro, rilassato, al fianco del suo amico-manager Roberto Petrone. C’è grande animazione intorno a lui, perché Baggio è Baggio e non parla quasi mai. Lo fa dopo che la pattuglia dei cronisti lo ha inseguito per tutto l’hotel, ma l’arcano è svelato: si è concesso ad una troupe della Rai di Minoli per una puntata della “Storia siamo noi“ dedicata a Roberto Benigni, uno dei miti di Baggio. Sarà anche per questo che si verifica una scena comica con l’ex viola chiuso in una stanza e i giornalisti nell’altra; situazione esilarante che poi viene risolta da un provvidenziale mazzo di chiavi. E in mezzo a tante battute una primizia che Baggio e Petrone donano in anteprima: «Dopo essere stati di recente nel Lagos ed aver incontrato adulti e bambini privi di arti, vittime delle esplosioni delle mine anti-uomo, abbiamo deciso di fondare un’organizzazione che si chiama “Heros Company“ per valorizzare gli eroi moderni. Quelli, cioè, che creano valori e magari sono sconosciuti. Un esempio? Un uomo che si getta in un fiume per salvare una vita umana. Ebbene, abbiamo deciso che il nostro primo eroe moderno sarà Stefano Borgonovo per la forza d’animo con la quale ha guardato in faccia la malattia. Per il messaggio che ci ha inviato. A lui daremo anche il nostro braccialetto con la scritta “save the future“». Ha gli occhi umidi Baggio quando spiega questa scelta ed è felice di mostrare il cappellino dell’associazione. «Rientrerò nel calcio? Non vedete che sto uscendo dalla porta...», e giù una risata. Non ne ha proprio voglia perché sta troppo bene così e perché almeno può dedicarsi ad iniziative positive sul fronte sociale mettendo a disposizione il proprio campionario di sensibilità. È sempre il solito ragazzo di Firenze anche se da quel 6 aprile ’91, il giorno in cui tornò per la prima volta da avversario al Franchi con l’odiata ma maglia bianconera sulla pelle, sono successe tante cose... «La sciarpa viola che raccolsi sotto la tribuna...? Ragazzi, sono passati 17 anni, lasciamo perdere...». Un cronista giovane, che aveva 13 anni quando Baggio con finte e gol mandava in delirio Firenze, gli piazza lì la domanda della vita: «Roby, sei sempre un po’ tifoso della Fiorentina», e lui d’istinto: «Sì!». È proprio vero, Baggino, è sempre lo stesso di Firenze. Il tempo ha portato solo una spruzzata di grigio sui capelli e qualche chilo in più, ma non tanti. È un Baggio rotondetto e anche per questo ancora più simpatico. Racconta di Borgonovo, della B2, di tempi che non torneranno più perché sono stati troppo belli. «Essere qui oggi - racconta nella sala dell’Una Hotel di Firenze nord -mi da davvero una grande emozione, perché sono qui per Stefano. C’è grande attesa per questa partita ed è giusto così. Bisogna fare un plauso alla Fiorentina e al Milan e soprattutto al meraviglioso pubblico di Firenze. La Sla? È un problema grande del quale, purtroppo, ancora non si conosce niente, le cause sono ignote. Ecco perché è importante muoverci tutti per raccogliere fondi e darci dentro con la ricerca. Purtroppo non giocherò perché le mie ginocchia non me lo consentono. Stefano è un amico eccezionale ed è stato un compagno fantastico. Mi chiedete se io e lui siamo stati una delle coppie più belle del nostro calcio? Beh, so per certo che insieme, in quella stagione (’88/’89, ndr) abbiamo fatto vedere cose stellari. Io 15 gol, lui 14 e tanto gioco. Purtroppo, dall’anno dopo le nostre strade nel calcio si sono separate per sempre».

Articolo tratto da "Il Giornale della Toscana"

 
     
 
 
     
 

 
     
 
 
     
 

Quante emozioni a Firenze per la partita di Borgonovo

(08/10/2008) FIRENZE, 8 ottobre Una notte di emozioni e di solidarietà per sconfiggere un male insidioso che mette paura. Firenze si è raccolta intorno a Stefano Borgonovo per combattere insieme contro la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica. Si è stretta all' ex campione, a quel ragazzo che faceva gol ispirato da Baggio in quella magica B2 di fine anni Ottanta. Uan serata di speranza. Che questa partita tra Fiorentina e Milan di ieri e di oggi possa segnare l'inizio di una battaglia vincente alla Sla, che fa paura ai calciatori e ne uccide alcuni. Fiorentina e Milan, insieme per la Fondazione Borgonovo, per raccogliere i fondi necessari a far crescere la ricerca contro questa malattia che toglie parola e muscoli, che fa vivere attaccati ad una macchina, che circoscrive il mondo ad un letto o a una sedia a rotella. Questa è la vita di Stefano Borgonovo, che segnava in viola e in rossonero, che giocava con Baggio e con Gullit. Ora la sua partita è stimolare la ricerca con la fondazione che porta il suo nome. E allora ecco "Tutti per Stefano Borgonovo", una partita che è un evento, non una sfida, ma una festa.

EMOZIONI E GOL CONTRO LA SLA - Per dare gioia a Stefano, per far sorridere gli occhi con cui ora parla. Sorrisi e lacrime, perchè dagli occhi di 'Borgogol' escono lacrime quando entra sul prato del Franchi, accompagnato da Roby Baggio (tornato appositamente a Firenze dopo sei anni), quando legge lo striscione ai piedi della curva Fiesole che recita "B e B... fantasia al potere... calcio da sogno... forza Stefano grande ragazzo semplice e buono". E la sua mente sarà andata a quella stagione 88-89, fantastica, dove le premiata coppia delle 'B' segnò 29 gol. In tribuna siedono Diego e Andrea Della Valle, assieme ad Adriano Galliani e alla nazionale di Lippi, mentre in campo lo speaker presenta i tecnici, Prandelli, Agroppi, Terim, Ancelotti, Sacchi e le squadre, la Fiorentina di Borgo e gli invincibili di Sacchi. "Borgogol, Borgogol" rimbomba nello stadio quando Baggio in maglia numero 10 spinge la lettiga dell' amico, che ha definito «eroe moderno», sotto la Fiesole dove l' ex centravanti riceve l' abbraccio del popolo viola e il bacio di Agroppi. Poi, mentre Gullit (in abiti civili) e Massaro e i compagni di allora si commuovono e piangono, Baggio fa sfilare Stefano davanti ai giocatori, schierati a centrocampo, per ricevere il loro affetto. E arriva anche il saluto speciale degli azzurri. Applaude Lippi, mentre in campo c'è il suo predecessore, Roberto Donadoni.  Accanto a Borgogol, che riceve in regalo da Terim anche la maglia n.9 della nazionale turca, la figlia Benedetta, 11 anni, che dà anche il calcio d'inizio. L' inizio di una storia nuova, quella che trasforma la malattia di Borgonovo in condivisione per 27 mila spettatori e per chi sta davanti alla tv sintonizzato su Sky.

IL MESSAGGIO DI BORGONOVO - E Borgo sorride e scrive "Grazie Firenze". Arrivano i gol (Massaro, Pazzini), come i messaggi che Borgonovo scrive con gli occhi su uno speciale computer che li rilancia sul maxi schermo del Franchi. «Abbiamo fatto nascere qualcosa che batterà la 'stronza'», come l' ex centravanti chiama la Sla. Ronaldinho cerca magie, ma la Fiorentina segna: Da Costa, ancora Pazzini (finirà 4-1, segna anche Nappi). E Borgogol pensa ai «compagni di viaggio»: «Volevo dire ai malati di credere nel calcio e nei calciatori, nella Lega calcio». Dai malati a chi accusa il calcio come causa della Sla: «Lasciatelo fuori, il calcio non c'entra», scrive Borgonovo, che chiama ancora Baggio vicino a sè, mentre alla fine del primo tempo Pazzini e Gullit palleggiano.

BAGGIO Che emozione tornare sotto la Fiesole - dice Baggio - e dopo questa serata credo ancora di più nella possibilità di aiutare Stefano». Borgonovo duetta con Baggio: «Sai Roby che a vederti qui, hai qualcosa dell' allenatore». E l' ex Codino, che nell' intervallo aveva battuto un rigore a Mareggini segnando risponde: «Non capisci niente». «Sei il giocatore più forte degli ultimi 50 anni», dice Borgonovo a Baggio. E la Sla, per una notte, fa meno paura.

AZZURRI EMOZIONATI - «Bello vedere questo grande coinvolgimento del mondo del calcio per Stefano e per la ricerca, è bello lottare tutti insieme per cercare di battere, come la chiama lui, la 'stronza'». Così Marcello Lippi dopo aver assistito stasera al Franchi con tutto il gruppo degli azzurri alla partita benefica tra Fiorentina e Milan per Borgonovo e la sua battaglia contro la Sla. Il ct della Nazionale è parso emozionato, così come il capitano Fabio Cannavaro: «Fa piacere aver vissuto questo momento con Stefano ed essersi resi conto che nonostante tutto lui non ha perso il suo umorismo e la sua spensieratezza». Tra i più commossi Marco Amelia: «È stato toccante leggere i suoi messaggi in diretta sullo schermo dello stadio». Per il giocatore del Milan Massimo Ambrosini «è stata una serata particolare in cui è stato importante esserci. Borgonovo con il suo coraggio e la sua grande dignità è un esempio per tutti. Bisogna anche ringraziare il pubblico che ha partecipato numeroso, manifestazioni del genere hanno un senso quando c'è tanta gente».

Articolo tratto dal sito "Corriere dello Sport"

 
     
 
 
     
 

Un'intervista esclusiva al grande campione che si racconta a cuore aperto: nasce così la nuova Gazzetta dello Sport

(29/03/2008) Nasce la nuova Gazzetta dello Sport, nel nuovo formato tabloid, più moderno e interamente a colori. Un cambio di look dopo 112 anni di storia, una svolta epocale che traghetta il nostro giornale nel terzo millennio. La nuova gazzetta contiene un'intervista esclusiva a Roberto Baggio, in cui il grande campione si racconta a cuore aperto: passato, presente, futuro.

Articolo tratto dal sito "Gazzetta Dello Sport"

 
     
 
 
     
  Moratti chiama Baggio
Robi: "Prima o poi..."

(07/03/2008) Oggi in videochat dal presidente nerazzurro è partito un assist pesante: "Un incarico da dirigente? Prima o poi succederà qualche cosa". Il suo ex giocatore: "Parole che mi hanno fatto molto piacere, come quelle dedicate a Javier Zanetti"

L'assist è giunto, improvviso e bello per la sua imprevedibilità, nella videochat andata in onda oggi su Gazzetta.it, ospite il presidente nerazzurro Massimo Moratti. In risposta a una domanda sull'idea di un eventuale ritorno in nerazzurro di Baggio, il presidente del Centenario ha espresso parole forti: "Non ho perso le sue tracce. Lo sento, è sempre affettuosissimo, intelligente e molto lucido. Un incarico da dirigente nell'Inter? Prima o poi succederà qualche cosa". Ma anche altre parole del presidente hanno colpito nel profondo Roberto Baggio, che con il capitano nerazzurro Javier Zanetti ha da sempre un rapporto di amicizia profonda: "Javier è talmente umile, intelligente e leale che potrebbe fare qualsiasi cosa - ha detto Moratti -. E' la persona migliore cui affidare un compito, ma ha un fisico tale che può andare avanti in campo ancora per anni".

E la risposta di Roberto Baggio è stata prontissima, come uno dei suoi guizzi con cui deliziava le platee non molti anni fa: "Ho ascoltato e letto con molto piacere le parole del presidente Moratti. Non posso che confermarle. C’è molto affetto, e l’amicizia e la stima tra noi non si è mai interrotta. Chissà che prima o poi succeda qualcosa…". Ma le sue riflessioni non si fermano qui, perché la possibilità di salutare ed elogiare pubblicamente un amico è per lui un'occasione da non perdere: "Trovo significativo che il presidente Moratti riservi parole d’elogio importanti per Javier Zanetti. Javier è un vero amico: l’umiltà e la lealtà che trasmette le ho immediatamente riconosciute, fin dal mio primo allenamento ad Appiano, circa dieci anni fa. Ed è sempre rimasto se stesso. Un grande. Sono molte le cose che mi legano a Saverio. Intanto sono contento e volevo fargli i miei auguri, a lui e alla moglie Paula, perché so che è in arrivo un altro bambino, un bel maschietto. Javier vive e sente la famiglia come me, ne riconosce quei valori semplici ma profondi e sono contento che possa “allargarla” con un nuovo erede. Un altro amore che abbiamo in comune è quello per l’Argentina: lui ci è nato, io ci ho passato e ci passo molti periodi della mia vita. L’Argentina è una terra fantastica e la sua gente mi ha trasmesso molto. Mi piace anche il loro modo di intendere il calcio, che è sì talento ma anche lotta, capacità di soffrire, voglia di combattere e tanta fantasia. Mi ritrovo molto in questo modo di intendere il calcio. E Javier, come un altro nostro amico, il Cholo Simeone, ne incarna perfettamente tutte le qualità". Parole da amico, per ora lontano dal calcio, ma forse un po' meno di ieri...

Articolo tratto dal sito "Gazzetta Dello Sport"

 
     
 
 
     
  Premio "Roma per la pace"

(19/12/2007) E' stato assegnato ad Aung San Suu Kyi, l'esponente politica birmana da anni prigioniera nel suo paese, il premio "Roma per la pace e l'azione umanitaria" 2007 che verrà consegnato dal sindaco Veltroni nel corso del concerto di Natale in programma nella sala Santa Cecilia giovedì 20 dicembre alle ore 21. Lo ritirerà Roberto Baggio, scelto dalla stessa Aung San Suu Kyi a rappresentarla, nella convinzione che la grande notorietà di campione dello sport, in un paese dove il calcio è molto popolare, possa amplificare la notizia in Birmania e contribuire al processo di riconciliazione e alla libertà del popolo birmano. Nel corso della serata, alla quale saranno presenti tra gli altri il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e il primo ministro del Governo Birmano in esilio, Sein Win, Ottavia Piccolo reciterà un monologo tratto dal testo teatrale "Alfabeto Birmano".
Nel foyer della Sala Santa Cecilia, da giovedì 20 fino al 6 gennaio sarà possibile inoltre visitare la mostra fotografica "Birmania, oltre la repressione" che, attraverso le foto di Marco Buemi, in collaborazione con la giornalista Rai Alessandra Mancuso, racconta la vita quotidiana del popolo birmano.
Il concerto di Natale, reso possibile dal sostegno di Enel, ha in programma il Gala Offenbach e sarà diretto dal maestro franco-tunisino Faycal Karoui, che ha sostituito Antonio Pappano indisposto. Il maestro poco più che trentaseienne, già affermato interprete, è stato da poco nominato direttore del New York City Ballet. Salirà sul podio dell'Orchestra e del Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia per affrontare l'effervescente mondo dell'operetta coadiuvato dalla voce del mezzosoprano Sonia Ganassi. Di Offenbach verranno eseguiti brani tratti dalle più celebri delle sue composizioni mentre i sovratitoli in italiano consentiranno di seguire le storie. Il concerto sarà replicato Venerdì 21 alle 21 per il pubblico.

 
     
 
 
     
  Baggio: vorrei affrontare la Francia.
Codino, ho voglia di giocare ogni volta che vedo una gara.

(04/09/2007) Italia-Francia? Mi piacerebbe esserci, invidio chi scenderà in campo. Lo ha detto Roberto Baggio in visita in Laos al seguito della Fao. Il Codino è tornato a parlare di calcio per dire anche che "vorrei che si parlasse di passione: il calcio è passione, ma se ne parla poco. E questa passione la sento nel sangue, ed ogni volta che vedo una partita mi viene il desiderio di parteciparvi".

Articolo tratto dal sito "Rai Sport"

 
     
 
 
     
  Pechino 2008: Roberto Baggio in Cina.
Parteciperà ad attività promozionali per i gadget olimpici.

(30/08/2007) Roberto Baggio "non esclude" la possibilità di diventare, in futuro, allenatore della Nazionale di calcio della Cina. "Mai dire mai, nel calcio possono presentarsi da un giorno all' altro situazioni che non si erano previste", ha risposto l' ex "Divin Codino". Baggio è da ieri in Cina su invito di una società che produce mascotte olimpiche. Per Baggio il campionato di serie A sarà una lotta tra Roma, Inter e Milan con la Juve possibile sorpresa.

Articolo tratto dal sito "Rai Sport"

(29/08/2007) Roberto Baggio è arrivato oggi a Pechino dove parteciperà ad attività promozionali per i gadget olimpici. E' stato invitato dalla Golden Deal China, una società che produce le mascotte olimpiche. Baggio parteciperà ad una serie di eventi nei quali saranno venduti oggetti collegati alle Olimpiadi con il suo autografo. Ieri sera il canale sportivo della tv di Stato ha mandato in onda uno speciale dedicato proprio all'ex "Divin Codino", popolarissimo in Cina.

Articolo tratto dal sito "Rai Sport"

 
     
 
 
 

Antonio Cavallaro: webmaster@robertobaggio.org

 
     
 

UPDATED: 02nd January, 2010 at 11:44am

 
 
 
 

 

 

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