Agnello
sacrificale? Genio invidiato? Purosangue beffato? Estro e fantasia sono da
sempre il suo copione. E il suo piede fa partire mirabili pennellate che non
hanno eguali al mondo. Ha segnato e fatto segnare, ma a Francia '98 è stato
innanzitutto lasciato in panchina o fatto entrare troppo tardi. Poi quegli
undici metri maledetti, la condanna dei rigori. E Baggio ha centrato il suo,
riscattando Pasadena e Usa '94.
Ma qui non si racconta solo di Baggio in Nazionale, ma di anni da favola (o
tormento) nel Vicenza, nella Fiorentina, nella Juventus, nel Milan e nel
Bologna, sino al suo approdo nell'Inter per far coppia con il mitico Ronaldo.
Incredibilmente insieme in Campionato e in Coppa dei Campioni due purosangue
insigniti del Pallone d'Oro.
La sua figura non appartiene solo allo sport: la sua fama di ragazzo perbene e
pulito, introverso e leale, tanto osannato quanto osteggiato, diventa romanzo di
vita che incanta la gente.